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Come verificare l’originalità della verniciatura di un’automobile

27.03.2017

Quando si acquista un veicolo usato si sceglie di investire una somma di denaro, in alcuni casi anche piuttosto ingente, per l’acquisto di un mezzo che, nelle intenzioni di chi lo compra, deve mantenere negli anni un buon livello di affidabilità e assicurare pertanto un servizio di trasporto sicuro, efficiente ed economico.

Come verificare l’originalità della verniciatura di un’automobile
A determinare la riuscita di questo investimento contribuisce in maniera significativa l’effettivo stato di salute della parte esterna del veicolo. Questo aspetto non è importante solo in funzione del vezzo di possedere un’auto in condizioni da vetrina, ma anche alla luce della più importante considerazione che segue: un veicolo che non presenta una verniciatura uniforme e ben stesa potrebbe essere passato dall’officina di un carrozziere e, quindi, potrebbe nascondere all’occhio poco attento le cicatrici di un danneggiamento potenzialmente anche piuttosto profondo che lo ha interessato.
 
Il primo indizio per intuire che un’automobile usata abbia avuto un incidente serio è da ricercare nel suo prezzo di vendita: una quotazione eccessivamente bassa, specie se affiancata dalla ‘’performance’’ di un venditore frettoloso di disfarsi del suo veicolo potrebbe essere indice della presenza di qualche magagna che riguardi il mezzo al quale ci si è interessati. 

Cosa andare a guardare

Quasi tutte le auto usate presentano delle piccole imperfezioni dovute all’uso sulla carrozzeria: la presenza di qualche ritocchino sparso, di conseguenza, deve essere inquadrata come una cosa normale, ma mai sottovalutata. Una lieve scalfitura della carrozzeria può essere infatti la cicatrice lasciata da un parcheggio poco accorto, come un’importante traccia di un danno più consistente. 
 
Per verificare con precisione lo stato d’usura della parte esterna di un’auto è consigliabile osservarla sotto la luce del sole, curandosi di cercare sulla carrozzeria anche le imperfezioni imputabili alla resina o alle spazzole dell’autolavaggio: questi segni, pur non rappresentando di per sé un sintomo preoccupante (non sono certamente stati causati da un incidente) peggiorano l’impatto estetico dell’auto e giustificano la richiesta di una revisione verso il basso del suo prezzo d’acquisto, in funzione delle spese di ripristino che richiedono questi inestetismi, quantificabili in circa 150 Euro.
 
Fondamentale è ricordarsi di non controllare l’auto sotto la pioggia: una volta bagnata, o sporca, la carrozzeria riesce a dissimulare in maniera insospettabile graffi e piccoli difetti.
 
 
Per verificare, invece, se la vettura che intendete acquistare sia stata oggetto di attenzioni più scrupolose da parte del carrozziere, è opportuno controllare attentamente tutte le sezioni più nascoste della carrozzeria: sono queste, infatti, a recare di solito i segni più profondi, essendo quelle meno facili da riparare. In quest’ottica può essere utile controllare il sottoscocca portando l’auto in un’officina amica o, perlomeno, avvalersi di uno specchietto e di una piccola torcia per prendere atto di  eventuali danneggiamenti e lesioni che interessino il telaio.
 
Un altro trucco molto utile richiede l’uso di una piccola calamita: se il magnete aderisse in una zona della carrozzeria con minor presa rispetto a quella possibile in altre aree della vettura, quella zona potrebbe essere stata oggetto di una riparazione che ha richiesto abbondante uso di stucco, materiale che, nel tempo, tende a spaccarsi e a evidenziare tutte le cicatrici nascoste della vettura. Naturalmente tale stratagemma non  risulta funzionale alla verifica delle parti della carrozzeria non realizzate in metallo.