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Come funzionano i veicoli ibridi?

09.01.2017

La sempre maggior diffusione dei veicoli ad alimentazione ibrida, favorita in più di uno stato anche dall’intervento diretto dello Governo, che mediante un sistema di incentivi talvolta anche piuttosto ricchi contribuisce in maniera attiva alla diffusione dei mezzi a basso impatto ambientale, ha determinato un boom di vendite di auto e mezzi commerciali provvisti di questa innovativa formula motoristica.

Come funzionano i veicoli ibridi?
In linea di massima, tutti i veicoli ibridi dispongono, seppur con differenze anche sostanziali tra un mezzo e l’altro, di un motore termico alimentato a benzina o a gasolio, che lavora in simbiosi con una o più unità elettriche che coadiuvano il propulsore tradizionale nelle fasi di spinta, accelerazione e ripresa.
 
La possibilità di disporre di uno o più motori ‘’di supporto’’ permette ai veicoli ibridi di beneficiare di numerosissimi vantaggi che si traducono in una maggiore efficienza ed in una migliore resa prestazionale: in primis, infatti, la maggior parte delle auto che sfruttano la tecnologia ibrida possono percorrere brevi tragitti sfruttando esclusivamente il motore elettrico, annullando, di fatto, il consumo di carburanti tradizionali. Inoltre, il motore elettrico sostiene quello termico in tutte le circostanze nelle quali il conducente dell’autoveicolo richiede potenza alla propria vettura, come nelle fasi di sorpasso o nei percorsi in salita. A differenza delle vetture ad alimentazione puramente elettrica, inoltre, la maggior parte dei veicoli ibridi non necessita di essere collegato ad una presa di corrente per ricaricare il motore elettrico: la rigenerazione dell’elettricità, infatti, si ottiene mediante un sistema di recupero dell’energia prodotta dallo stesso movimento del veicolo durante le varie fasi di marcia, specie in rilascio, nella marcia per inerzia e durante le frenate.
 

Dalla Prius del 1997 alla Formula 1

‘’Prius’’ di nome e di fatto, la vettura commercializzata da Toyota a partire dal 1997 in quattro serie distinte è stata la prima auto di serie (Prius in latino significa proprio ‘’Primo’’) a proporre sul mercato la formula di alimentazione basata sull’ibrido. Sulla Prius sono presenti una quarantina di centraline che gestiscono il consumo delle batterie ottimizzandolo in funzione della richiesta di potenza del conducente dell’autovettura: in determinate circostanze, come all’avvio e, in generale, per brevi percorsi a velocità moderata, l’auto è in grado di impiegare il solo motore elettrico e di eliminare del tutto il consumo di benzina.
Questa formula, di certo fortemente all’avanguardia al momento della sua prima proposizione sul mercato, è risultata vincente, tanto che quasi tutte le case automobilistiche, al giorno d’oggi, possiedono nella propria gamma di veicoli proposti al pubblico almeno un mezzo provvisto di tal tipo di alimentazione. Non è un  caso, né una forzatura dettata da esigenze di marketing, dunque, se oggi anche in Formula 1, competizione nella quale si riscontra la massima espressione di tecnologia applicata all’auto, si sia scelto di dotare le monoposto di un evoluto sistema di recupero dell’energia utile proprio a garantire un surplus di potenza alle vetture impegnate nel campionato.
 
Tale tecnologia, un tempo particolarmente costosa, grazie anche alla sua sempre maggior diffusione, è ormai alla portata anche di numerose utilitarie.