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Alfa Romeo: storia di uno dei marchi più amati del mondo

13.12.2016

La storia dell’automobilismo deve all’Alfa Romeo alcune delle sue pagine più belle: nonostante anni di oblio, che hanno portato più volte lo storico marchio milanese sull’orlo del precipizio, della gogna, del fallimento e dell’oblio, quello di Arese rappresenta ancor oggi uno dei nomi in grado di regalare più emozioni, nel mondo, agli appassionati di automobili.

Alfa Romeo: storia di uno dei marchi più amati del mondo
Nato come Alfa, acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, nel 1910, il brand milanese cambiò il suo nome in seguito all’acquisizione del controllo della società, reduce nel 1918 dalla sua prima grande crisi, di Nicola Romeo.
Dal 1933 al 1986 il marchio passò alla gestione e al controllo dello Stato Italiano che esattamente trent’anni fa lo cedette a Fiat, sotto alla cui egida nacquero vetture di grande successo come la 164, la 147, la 156, la Mito e la rinnovata Giulietta.
A buona parte del periodo di vincolo al Gruppo Torinese, però, si lega una larga fetta delle critiche ricevute nell’ultimo trentennio dai puristi del marchio, mai pienamente convinti della scelta adoperata da Fiat di rinunciare ad alcuni capisaldi della produzione Alfa Romeo precedente al 1986, come la trazione posteriore, la tecnologia esclusiva, i motori benzina sviluppati su progetti autonomi e, non ultima, la chiusura e l’oblio degli storici stabilimenti produttivi del Portello, con la condivisione di telai, motori e componentistica con altre vetture, ben meno prestigiose, del Gruppo.

Una storia legata a doppio nodo alle corse e allo stile, che sta per rilanciarsi

Vincitrice dei primi campionati di Formula 1 della storia, l’Alfa Romeo ha regalato ai propri appassionati e tifosi momenti di esaltazione anche in altre discipline: più volte le Giulia GTA, nel corso degli anni ’60, hanno saputo imporsi nelle competizioni turismo internazionali, ricevendo il testimone delle precedenti 1900 e Giulia Berlina, le ‘’vetture per famiglia che vincono sui campi di gara di tutto il mondo’’,  come amava sottolineare il comparto marketing di Alfa Romeo per pubblicizzarsi.
In tempi più recenti, grandi affermazioni giunsero, oltre che con le svariate evoluzioni del progetto T33, anche nel Campionato Turismo Tedesco, il DTM, nel quale le Alfa Romeo 155 riuscirono ad imporsi nell’anno dell’esordio, e nei campionati turismo europeo e mondiale, dove a primeggiare per tantissimi anni furono le successive 156.
 
 
Oggi il rilancio del marchio, giunto alla necessità di una svolta definitiva, passa proprio dallo sviluppo di nuovi progetti che, pur sfruttando gli indubbi vantaggi offerti dalla condivisione delle piattaforme con altre vetture del gruppo FCA, rinverdiscano l’immagine del marchio avvalendosi del dit-kat tecnico che  da sempre lo contraddistingue e che da anni i puristi innamorati del marchio richiedono a gran voce: la nuova Giulia, attuale simbolo del marchio del Biscione, ripropone dopo 31 anni dal lancio della 75, ultimo modello di grande serie ad essere dotato di tale soluzione, la trazione posteriore (occorre escludere da questo elenco le Alfa SZ ed RZ, derivate dalle 75 e prodotte in serie limitatissima, e le recenti 8C e 4C, vetture comunque prodotte in un numero di esemplari piuttosto esiguo), abbinata a motori di altissima potenza specifica, tra i quali spicca il 2.9 Turbo della Versione Quadrifoglio Verde, capace di ben 510 cv.