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Cosa fare quando il climatizzatore non funziona come dovrebbe

23.06.2015

Con le prime giornate calde di questo 2015 sono già certamente numerosi gli automobilisti che si sono ritrovati a fare i conti con le bizze dell’impianto di climatizzazione della loro vettura.

Cosa fare quando il climatizzatore non funziona come dovrebbe

D’altra parte, è più che normale che, durante i lunghi mesi invernali si sia fatto un minor uso di questo utile accessorio e che, pertanto, eventuali anomalie non siano risultate immediatamente riscontrabili.
 

I casi tipici

La situazione tipica nella quale si palesa un malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione di una vettura, di solito, comporta la fuoriuscita di aria calda dalle bocchette di areazione: quest’eventualità, che è di gran lunga la più frequente, non deve porre immediatamente in allarme gli automobilisti. Solitamente, infatti, in questi casi è sufficiente provvedere ad una ricarica del gas refrigerante che permette il funzionamento del climatizzatore per ripristinare la corretta efficacia di questo dispositivo.


In situazioni come queste, di solito, la spesa necessaria a provvedere alla completa ricarica del gas del climatizzatore è abbondantemente al di sotto della soglia dei 100 Euro. Occorre inoltre tenere in considerazione che, nei casi più frequenti, una sola ricarica è sufficiente ad assicurare più di due anni di funzionamento, anche se intenso.


Attenzione, però! Non sempre l’assenza del gas refrigerante è dovuta al naturale esaurimento delle scorte contenute nei serbatoi dell’impianto di climatizzazione; spesso, infatti, l’assenza del gas può essere la conseguenza di una perdita localizzata nelle tubazioni o nei raccordi che collegano all’abitacolo i vari organi che fanno parte del sistema. In questo caso, per localizzare la perdita, è necessario far svuotare del tutto il serbatoio del gas, immettendo nel circuito dell’impianto un fluido colorato che, con l’azionamento del clima, può permettere a qualsiasi elettrauto di identificare con esattezza il punto esatto nel quale la perdita ha origine e di provvedere alla riparazione o alla sostituzione delle apposite tubazioni.


Anche in questi casi, comunque, la spesa necessaria al ripristino dell’impianto di condizionamento della vettura non sono esorbitanti; ha comunque un peso notevole il costo della manodopera che, qualora le fasi di ricerca della perdita si prolungassero eccessivamente, potrebbe richiedere esborsi relativamente consistenti di denaro.
Le situazioni più gravi e costose


Nei casi più gravi, ossia in tutte le situazioni in cui non si riscontra una perdita di gas ma, piuttosto, la semplice inefficacia del sistema di condizionamento, la situazione rischia di essere decisamente più delicata per il portafoglio del malcapitato automobilista; qualora dal climatizzatore in azione uscisse aria calda e non si riscontrassero perdite di gas, sarebbe facile ipotizzare un guasto al compressore che permette l’azione refrigerante del condizionatore. In questi casi, le cifre necessarie alla sostituzione del pezzo sono solitamente ben più esose e solo in rare occasioni è possibile provvedere alla riparazione del compressore non funzionante.


Occorre inoltre tenere in considerazione che, una volta sostituito il compressore, è comunque necessario effettuare una ricarica del gas refrigerante; di conseguenza, al costo necessario all’acquisto e alla sostituzione del compressore del clima, occorre sempre aggiungere anche la cifra necessaria a ricaricare il climatizzatore.