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Fari e fanali, la loro storia e le varie evoluzioni

10.04.2014

I fari sono una delle componenti più importanti del veicolo, in quanto grazie all’illuminazione da essi garantita, la marcia notturna (e non solo) risulta essere più agevole e sicura

Fari e fanali, la loro storia e le varie evoluzioni
La sicurezza di marcia garantita da una componente apparentemente così semplice, è aumentata in maniera esponenziale nel corso degli anni, grazie alle innovazioni tecnologiche alle quali fari e fanali sono stati sottoposti nel tempo.
 
L’importanza dei fanali, però, non si limita alla sola sicurezza garantita nelle condizioni di minor visibilità, ma si estende anche all’ambito estetico della vettura; pochi elementi, infatti, riescono al pari dei fanali a caratterizzare in maniera evidente e marcata l’impronta stilistica di una vettura. Non è un caso, infatti, che proprio da un aggiornamento delle linee dei fanali passino spesso i restyling periodici ai quali sono sottoposte tutte le vetture; infatti, la forma dei fanali risulta essere in numerosi casi uno degli elementi distintivi che permette anche ai meno esperti di riconoscere facilmente una vettura tra mille altre.
 

Tutti i tipi di fanali 

I fanali di cui sono dotate tutte le moderne autovetture sono suddivisi in due grandi categorie: fanali obbligatori, ossia quelli espressamente richiesti per la circolazione dal Codice della Strada, e quelli non obbligatori, ossia tutti quei dispositivi di illuminazione non richiesti dalla legge ma disponibili di serie o in opzione sulla stragrande maggioranza dei veicoli odierni.
 
  • I dispositivi obbligatori
  • I sistemi di illuminazione obbligatori sono i seguenti:
  • Fari di posizione: sono dei fari che emettono una luce non particolarmente intensa e che assolvono alla funzione di segnalare la propria presenza sulla carreggiata evidenziando i quattro angoli della sagoma della vettura. Questi fari emettono luce bianca o gialla anteriormente, mentre nella parte posteriore sono caratterizzati da una luce rossa.
  • Anabbaglianti: sono i fari più utilizzati nella marcia quotidiana. Adatti a garantire un’adeguata visibilità notturna, questi fanali sono utilizzati in talune circostanze anche durante il giorno per rendere ancor più visibile ogni veicolo. A richiedere l’utilizzo dei fari anabbaglianti anche durante il giorno sono i Codici Stradali dell’Italia, della Danimarca, della Svezia e della Finlandia. Il proiettore anabbagliante emette luce gialla o bianca e deve garantire una profondità di campo di almeno dieci metri.
  • Abbaglianti: i fari abbaglianti, noti anche come proiettori di profondità, producono una fortissima luce capace di illuminare un’ampia zona della strada. Questo genere di proiettore si trova su tutte le vetture, ma solo su alcuni motocicli. L’utilizzo degli abbaglianti è vietato nei centri abitati e, più in generale, in presenza di altri veicoli. E’ possibile utilizzare gli abbaglianti in sostituzione del clacson.
  • Luce stop: è la luce rossa che si accende posteriormente in occasione di ogni frenata.
  • Luce di retromarcia: un tempo assente su numerose vetture (specie nelle più economiche), oggi la luce bianca di retromarcia fa parte della dotazione standard di ogni automobile. Risulta assente, invece, sui veicoli a due ruote.
 
 

I vari sottotipi di fanale

Il fanale può essere caratterizzato non solo dalle sue peculiarità tecniche, ma anche da quelle estetiche. In quest’ottica distinguiamo le seguenti categorie:
 
  • Singoli: fari solitamente usati sui mezzi a due ruote e collocati nella parte frontale della loro carena.
  • Sdoppiati: proiettore tipico delle autovetture, nelle quali si riscontra la presenza di due fari dalla forma speculare
  • Carenati: sono ‘’annegati’’ nella carrozzeria del veicolo e coperti da un vetro
  • Scarenati: come i precedenti, ma senza protezione in vetro
  • A scomparsa: soluzione ormai in disuso, ma impiegata fino a 20/25 anni fa su alcune vetture dalle forme sportive. Questi fanali sono solitamente alloggiati in una struttura basculante che in posizione di riposo segue le linee del frontale della vettura e che si alza solo quando i fanali vengono azionati.
 

L’evoluzione dell’illuminazione

Pensare ad un’automobile senza fari può apparire oggi davvero impensabile, ma non era così per gli automobilisti del secolo scorso; infatti, le auto vendute nei primi anni del Novecento erano sprovviste di qualsiasi sistema di illuminazione interna ed esterna. La prima casa automobilistica a dotare di fari le vetture di propria produzione fu la Cadillac, nel 1912. Negli anni precedenti, comunque, non furono pochi  i ‘’pionieri’’ che dotarono di un impianto di illuminazione artigianale le proprie auto; tra questi ricordiamo il famoso aviatore francese Louis Blèriot.
 
Inizialmente, i fanali di cui erano dotate le automobili assolvevano principalmente allo scopo di rendere visibile agli altri la sagoma della vettura; solo nel 1924, con il sistema a doppio filamento inventato da Bosch, i fari iniziarono a rappresentare uno strumento utilissimo per la sicurezza attiva delle vetture.
 
 
 
L’evoluzione dei sistemi di illuminazione per auto si arrestò per un lungo periodo che perdurò fino agli anni ’50. Nei decenni precedenti, infatti, si preferì concentrare la ricerca tecnologica in una direzione finalizzata a rendere i fari sempre più piccoli, leggeri e dalla forma il più possibile intregrabile ai frontali sempre più rastremati ed aerodinamici delle vetture dell’epoca.
Si arriva così al 1955, anno in cui la rivoluzionaria Citroen DS presentò al grande pubblico l’innovazione delle luci orientabili. La berlina francese, infatti, era dotata di un modernissimo dispositivo capace di orientare il fascio di luce emesso dai proiettori della vettura in funzione dell’angolo di sterzata. 
 
Nel 1958 arrivarono invece le prime lampade alogene, tecnologia che, seppur sviluppata ed evoluta, è impiegata ancor oggi dalla maggior parte delle auto. Nel 1962 la Ferrari 330 TRI/LM vittoriosa nella 24 ore di Le Mans fu equipaggiata con le innovative lampade allo iodio. 
Da questo momento in poi la grande evoluzione dei sistemi di illuminazione conobbe uno sviluppo vertiginoso che ha condotto attraverso molteplici evoluzioni alla creazione ed alla diffusione dei modernissimi ed efficienti proiettori di cui sono dotate le auto odierne. 
Oggi la tecnologia consente l’impiego delle luci a led per l’illuminazione diurna, garantendo una rendimento elevatissimo in rapporto all’assorbimento di energia necessario all’alimentazione delle lampade. Al contempo, l’impiego del gas Xenon per l’illuminazione anabbagliante ed abbagliante offre oggi un’elevatissima profondità al campo visivo degli automobilisti ed una maggiore qualità generale della visione notturna.