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Che cosa è un filtro DPF e come garantire le sue prestazioni ottimali?

28.09.2017

Garantire la riduzione dell’inquinamento atmosferico provocato dalle automobili e dagli altri veicoli a motore è importante e il filtro DPF è uno strumento che ha proprio questo scopo. Il filtro antiparticolato, infatti, è stato progettato con l’obiettivo di abbattere proprio le emissioni inquinanti che provengono dall’uso di diversi tipi di veicoli che utilizzino il carburante per poter funzionare.

Che cosa è un filtro DPF e come garantire le sue prestazioni ottimali?
Fare sì che questo filtro funzioni in modo ottimale è, quindi, non solo importante per la propria auto ma anche per garantire il mantenimento delle sue capacità di riduzione dell’inquinamento ambientale. 

Che cos’è un filtro DPF

Il filtro antiparticolato viene conosciuto anche come filtro DPF e come filtro FAP a seconda delle lingue dalle quali la parola venga fatta derivare. Viene installato sui motori diesel allo scopo di abbattere le emissioni inquinanti che provengono dalla combustione proprio del carburante e che hanno determinato, nei decenni, l’attuale situazione di emergenza ambientale. I sistemi legati al filtro DPF consentono di aggregare il particolato che fa part dei gas di scarico creando un legame chimico e miscelando al gasolio una sostanza che viene chiamata cerina (e che è l’ossido di cerio) che ha proprio tale compito di aggregazione. 
 
Ma in quale modo questi aggregati possono funzionare? Essendo essi molto più grossi rispetto al particolato potranno essere filtrati proprio dal dispositivo e non verranno, quindi, dispersi nell’atmosfera. Tutto questo procedimento è controllato in automatico dal filtro DPF che viene anche monitorato da un apposito software che controllerà l’ottimo funzionamento del filtro stesso. Per dare la possibilità al filtro antiparticolato di funzionare sempre correttamente sarà fondamentale mettere in pratica una serie di accortezze che eviteranno che il sistema di limitazione delle emissioni non svolga il proprio compito.
 

Come garantire le prestazioni del filtro DPF

Il primo elemento che si dovrà tenere in considerazione per garantire le ottime prestazioni del filtro DPF sarà la cerina, la sostanza aggregante già citata. Questa è presente in un serbatoio con capienze differenti sin dalla creazione del motore. Tuttavia, non ha durata infinita e per evitare che il filtro perda le sue capacità sarà necessario, circa ogni 80 mila chilometri, richiedere il rabbocco di cerina direttamente al proprio carburatorista. Inoltre, il filtro DPF potrà intasarsi proprio perché funziona come dispositivo per il filtraggio delle emissioni. Ciò che lo intaserà saranno i famosi agglomerati che vengono creati grazie alla cerina. Per rendere il filtro antiparticolato sempre capace di svolgere egregiamente la sua funziona sarà necessario ripulire le sue componenti mediante un’operazione delicata.
 
La pulizia, infatti, si effettua mediante una iniezione di gasolio ad alte temperature: in questo modo i gas di scarico saranno resi molto più caldi e potranno entrare nel filtro e andare a bruciare gli agglomerati arrivando a disintegrarli.  Tale operazione viene, in genere, svolta in automatico dal software che regola la funzionalità del filtro DPF: la frequenza è variabile, ma la maggior parte dei motori vede la programmazione di questo intervento ogni 500-1000 chilometri circa.  Tuttavia, qualora il filtro si sia intasato e non sia stato ancora possibile pulirlo sarà una spia ad avvisare il conducente di questa necessità. In questo modo sarà possibile percorrere un tratto extraurbano che superi la velocità di 70 chilometri all’ora e che consentirà di attivare il meccanismo di pulizia.
 
In altri casi, invece, il filtro DPF verrà sostituito al raggiungimento della conclusione del suo ciclo di vita.