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Cosa fare se il meccanico causa danni alla tua auto?

05.09.2017

La cura della propria auto è importante, per non dire fondamentale: affinché il veicolo mantenga a lungo la propria efficienza occorre sottoporlo a controlli periodici presso il proprio meccanico di fiducia.

Cosa fare se il meccanico causa danni alla tua auto?
Purtroppo, può capitare che la vettura in sede di riparazione riporti danni più o meno gravi, causati dalla negligenza o dalla superficialità del personale autorizzato (potrebbero spuntare nuovi problemi, dapprima non ravvisati; non sareste certamente i primi, né gli ultimi). Tutti possono sbagliare, ci mancherebbe altro, non vogliamo puntare il dito contro la categoria in senso ampio, che gode a nostro avviso della massima rispettabilità. Tuttavia, non sarebbe nemmeno giusto che il consumatore paghi per errori palesemente altrui: come dovrà comportarsi l'automobilista per far valere i propri diritti?

Come fare richiesta di rimborso secondo quanto disposto dalla Cassazione

La prima cosa da fare è prestare bene attenzione all'auto al momento del ritiro, assicurandosi non presenti danni visibili (alla carrozzeria) ed apparentemente non visibili (alle parti meccaniche). Se aveste ritirato il vostro veicolo in modo abbastanza frettoloso, accorgendovi soltanto dopo degli eventuali vizi (bisognerà, però, essere sicuri al 100 % che il difetto sia stato procurato durante la permanenza della vettura in autofficina, altrimenti accusereste ingiustamente un onesto lavoratore), dovrete provvedere a contestare il problema al meccanico entro 8 giorni dal ritiro stesso, attraverso una regolare raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite posta elettronica certificata (PEC): questo è quanto predisposto in ultimo dalla Cassazione. Alla comunicazione scritta da parte del consumatore (che fungerà da vera e propria denuncia del fatto, la cui mancanza comporterà in automatico il rigetto stesso dell'azione successiva, che da sola non avrebbe valore legale), la parte lesa dovrà intentare una causa al meccanico entro e non oltre un anno dal giorno della consegna della vettura: in caso contrario, l'episodio cadrebbe in prescrizione, ed il soggetto non potrebbe più esercitare alcun diritto di rivalsa sulla controparte (non potreste fare altro che mettervi l'anima in pace e prestare maggiore attenzione alle prossime occasioni, cambiando naturalmente meccanico). 

Massima attenzione alle scadenze per far valere i propri diritti

Due sono, quindi, le fasi da seguire affinché la richiesta di risarcimento venga riconosciuta dalla legge: la denuncia dell'accadimento entro il limite massimo di otto giorni dalla data di ritiro del veicolo, ed il regolare avvio di un'azione legale nei confronti dell'autofficina o del meccanico (l'utente dovrà per questo rivolgersi al proprio avvocato, oppure ad un'associazione operante a tutela dei diritti dei consumatori, categoria che generalmente prende in carico casi come quello descritto senza alcun tipo di problema) che avrebbe presumibilmente provocato il danno per cui si fa domanda di indennizzo. Come avrete capito, l'iter è abbastanza semplice, si tratta solo di rispettare qualche scadenza per avere poi modo di dimostrare di aver realmente subito il danno denunciato. Tenete bene a mente una cosa: non lasciatevi distrarre dagli eventi quotidiani, rimandare la contestazione del difetto procurato in autofficina significherebbe rinunciare, anche se indirettamente, ad ottenere il rimborso corrispettivo. Occhi bene aperti, e solerzia nel far valere il torto subito.